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USO DEL DEFIBRILLATORE

STATO DI NECESSITA'  L'art.51 del codice penale dispone la non punibilità di chi commette un fatto astrattamente configurante un reato se lo ha fatto "per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé o altri da un pericolo attuale di un danno grave alla persona".

L'uso dei defibrillatori da parte di chi non è abilitato è un caso esemplare di applicabilità della discriminante  dello stato di necessità. Questi requisiti ricorrono senza dubbio nel caso del defibrillatori usato in ambulanza su una persona in arresto cardiaco ma mi pare opportuno segnalarli poiché la norma sullo stato di necessità può essere invocata in moltissime altre situazioni legate al primo soccorso (un esempio banale: tagliare volontariamente un vestito altrui configura il reato di danneggiamento previsto dall'art.635 del codice penale; lo stato di necessità rende non punibile questo comportamento che spesso tutti noi teniamo anche su persone che non sono in grado di manifestare il loro consenso perché, ad esempio, sono incoscienti) .

 

OMISSIONE DI SOCCORSO Risponde di omissione di soccorso il lettighiere capace di usare un defibrillatori ma non abilitato a farlo che si astiene dall'utilizzare l'apparecchio? Il soccorritore che si rifiuta di prestare soccorso non risponde di "omissione di soccorso" bensì del più grave reato di "omissione di atti d'ufficio" poiché il lettighiere è "incaricato di pubblico servizio". 


Si risponde di reato omissivo (nel nostro caso omicidio) se si è obbligati ad impedire un evento e si omette di farlo. Mi rendo conto che è difficile da comprendere e quindi mi spiego con un esempio: una baby sitter che vede il bambino a lei affidato attraversare la strada e non fa nulla per impedirlo risponde di omicidio se il bambino muore investito da un'auto.

Se, invece, io vedo un adulto scendere dal marciapiede e buttarsi in mezzo alla strada e non faccio nulla per impedirlo non commetto alcun reato. Si tratta quindi di capire se sussiste l'obbligo di impedire il verificarsi di un evento.

Nel nostro caso l'evento da impedire è chiaramente la morte della persona in fibrillazione cardiaca.

E' ovvio che il lettighiere ha l'obbligo di impedire la morte di una persona che soccorre purché abbia la possibilità di farlo e visto che non può essere obbligatorio ciò che non è consentito, si tratta di stabilire se al soccorritore addestrato ma non autorizzato sia consentito l'uso del defibrillatore.

Ora, la legge 120/01 stabilisce che "è consentito l'uso dei defibrillatori...al personale non sanitario che abbia ricevuto una formazione specifica" ed aggiunge che "le regioni... disciplinano il rilascio...delle autorizzazioni all'utilizzo extraospedaliero dei defibrillatori".

Le due disposizioni sembrano in contraddizione: la prima richiede solo una "formazione specifica" la seconda parla espressamente di "autorizzazioni". La soluzione dell'apparente contraddizione va trovata nelle regole che ogni singola regione ha deciso di adottare. Ogni regione è infatti libera di stabilire che è autorizzato automaticamente chi abbia frequentato un determinato corso oppure che l'autorizzazione debba essere rilasciata con un provvedimento amministrativo successivo alla frequentazione di un corso poiché, ad esempio, ha stabilito che sia necessario superare un esame dopo aver frequentato il corso.

Articolo firmato da Avv. Roberto Avanzi sul sito www.codice-3.org